Venerdì
9 giugno, ore 11.15
Circolo
della Stampa, sala ‘Lanfranchi’
Mentre
l’ambulanza corre a sirene spiegate, a bordo a velocità ultrasonica si
‘scandaglia’, senza tagli né radiazioni, l’interno del paziente, anticipando
sin da lì gli urgenti tempi di diagnosi, per allertare già gli specialisti di
competenza mentre si arriva in ospedale, bypassando con ecografi
portatili a batteria le tappe per le sale radiologiche/TAC/RMN etc. –
Questa è la più moderna ULTRASONOLOGIA, che prepara in Italia [Bologna,
15-19 settembre] i propri Congressi Nazionale & Internazionale
della Federazione Europea: 2500 partecipanti, 1 su 4 dei 235 relatori è
straniero – Nell’ANTEPRIMA PER I GIORNALISTI: *Filmati
tridimensionali dei nascituri in movimento, come se fossero già
nati, inviabili via e mail per consulti a distanza; *Per il fegato/cirrosi/tumori
superate (proprio dalla Scuola italiana) le invasive biopsie e le
attese di settimane per i risultati della TAC; *Erosioni ossee
e infiammazioni articolari, artrite reumatoide identificate precocissimamente,
quando perfino gli esami ematochimici sono ancora negativi, invece
anticipando così molto più efficacemente le terapie;
Gli
ultrasonologi NON riservano gelosamente per sè l’ecografia, pratica diagnostica
a COSTI BASSI E RIPETIBILE SENZA PROBLEMI, ma la insegnano attivamente a
clinici, medici di famiglia, chirurghi: Corsi specialistici ai livelli OMS pure
al Congresso, semigratuiti per i giovani laureati –
ECOGRAFANO LA
SITUAZIONE I PROFESSORI:
Luigi
BOLONDI Presidente Comitato Organizzativo
Congresso;
e
Dir. Corso Specializz. Ultrasonologia; Univ. BO
Carlo
FILICE Presidente
Società Italiana Ultrasonologia;
Dir.
Scuola Ecografia Internistica; Univ. Pavia
Quando
si parla di “ecografia” ci si riferisce ormai ad una vasta gamma
di prestazioni diagnostiche, che
oggi possono essere eseguite con
apparecchiature quanto mai diversificate: dai semplici ecografi portatili
(addirittura tascabili) alle strumentazioni più sofisticate, del
costo di diverse centinaia di migliaia di euro.
L’evoluzione
tecnologica è stata in questo campo nell’arco degli ultimi 30 anni veramente
inarrestabile, e le possibilità diagnostiche dell’ecografia si sono
contemporaneamente moltiplicate in numerosi settori della medicina.
Ciò
fa sì che oggi sia difficile, se non impossibile, trovare un singolo medico in
grado di espletare personalmente tutte le innumerevoli prestazioni complesse
che le moderne tecnologie ecografiche attualmente consentono: dall’eco-Doppler
vascolare, all’ecografia tridimensionale, alle
tecniche interventistiche ecoguidate, all’uso dei mezzi di contrasto.
Rimane
però un’ecografia di base o di primo livello, soprattutto nel
vasto campo della Medicina Interna e della Medicina d’Urgenza, dove l’ecografia,
anche espletata con le apparecchiature più semplici, ma da operatori esperti, riesce
a fornire soluzioni immediate e a indirizzare nel modo più corretto tutto
il successivo iter diagnostico-terapeutico. Quando poi l’esame viene
eseguito direttamente dal medico responsabile della gestione clinica del
paziente il valore aggiunto dell’esame è incommensurabile,
perché l’indagine è veramente orientata e la conoscenza che il medico
acquisisce del proprio paziente è certamente accresciuta.
Collo & addome di routine
L’esplorazione
ecografica dell’addome e del collo è comunque divenuta un complemento
indispensabile dell’esame obiettivo, e infatti ad essa vengono sottoposti
gran parte dei pazienti che accedono alle strutture ospedaliere. Da molto tempo
si discute della opportunità di inserire l’esame ecografico tra le indagini di routine
per tutti i pazienti ricoverati, analogamente allo screening di
laboratorio, all’elettroencefalogramma e all’Rx [radiografia] del
Torace. Alcuni studi preliminari hanno dimostrato che questa politica
potrebbe abbreviare i tempi del ricovero e limitare l’uso di altre indagini
strumentali complesse. In ogni caso da molti anni l’ecografia rappresenta la
tecnica diagnostica strumentale più utilizzata in campo clinico ed è anche
certamente la più gradita da parte dei pazienti: non ci sono aghi,
non ci sono radiazioni, non ci sono tubi da infilare e, soprattutto il
paziente è in diretto contatto con il proprio medico e (cosa che nella
medicina supertecnologizzata di oggi si va perdendo) riesce a parlare con
lui.
Questo
largo uso della diagnostica ecografica ha reso pressante il problema della
formazione dei medici, che sempre più considerano la conoscenza dell’ecografia
un bagaglio indispensabile delle loro competenze professionali. Il saper fare
l’ecografia, almeno quella che viene considerata di primo livello,
costituisce infatti un titolo
preferenziale per qualunque incarico nelle strutture ospedaliere in ambito
internistico. L’Università, fino ai tempi più recenti, non aveva fornito
una risposta adeguata a questa richiesta di formazione in ecografia che
proveniva dal mondo sanitario. Questa carenza per molti anni è stata colmata
dall’iniziativa delle Società scientifiche, prima di tutte la SIUMB-Società
Italiana di Ultrasonologia in Medicina e Biologia, che da molti anni
organizza corsi di formazione ed ha costituito una rete di Scuole riconosciute
presso strutture pubbliche, ove può essere espletato un periodo di training
in campo ecografico. I medici che hanno frequentato questi corsi sono a
tutt’oggi molte migliaia e hanno fatto sì che l’Italia sia uno dei
Paesi dove la diagnostica ecografica è più diffusa e dove il livello di
competenza è più elevato.
Recentemente
anche l’Università ha ritenuto indispensabile inserire l’insegnamento
dell’ecografia nel corso di laurea: essa viene infatti insegnata sia nel corso
di Semeiotica e di Metodologia clinica che in quello di Diagnostica per
immagini. Esistono inoltre in molte Facoltà dei corsi dedicati all’ecografia,
cosiddetti “elettivi”, cioè non obbligatori, ma che possono essere scelti dello
studente. Ebbene, ovunque questi corsi sono frequentati dalla
stragrande maggioranza degli studenti, a testimonianza dell’interesse dei
giovani verso questa metodica di indagine. L’insegnamento teorico e pratico
dell’ecografia è inoltre presente nella Scuola di specializzazione in Medicina
Interna e in quasi tutte le Scuole di area medica. E’ pertanto prevedibile
che nei prossimi anni tutti i medici specialisti di area medica abbiano
finalmente una formazione tale da consentire a ciascuno di essi di espletare
direttamente una indagine ecografica di primo livello sui propri pazienti.
LO
SPAZIOTEMPO DELL’ECOGRAFIA
(da
appunti del Prof. Carlo FILICE, Presidente Società
Italiana Ultrasonologia;Dir. Scuola Ecografia Internistica; Univ. Pavia)
L’ecografia è il mezzo diagnostico che ha cambiato in modo straordinario la medicina clinica, perché consente di ‘vedere’ gli organi interni senza provocare alcun danno al paziente: l’’eco’, infatti, non utilizza radiazioni, ma solo vibrazioni sonore, non invasive, di livello infatti non percettibile dall’orecchio umano.
Questa
caratteristica ne fa un esame tranquillamente più e più volte ripetibile,
e i progressi tecnologici nel campo dell’elettronica hanno permesso la
produzione di apparecchiature di dimensioni sempre più ridotte, perfino
portatili, pur con qualità di immagine sempre migliore.
Queste
caratteristiche, oltre ai costi relativamente ridotti rispetto a metodiche ben
più sofisticate (TAC e RMN-Risonanza magnetica nucleare) ne fanno lo strumento
principale, e talvolta unico, per
i Paesi le cui risorse economiche sono minime, come nella maggioranza dei Paesi
africani, ad esempio.
In
tali Paesi esistono sia malattie comuni ai nostri climi (malattie cardiache,
obesità, tumori etc), sia malattie per noi “esotiche” (malaria,
amebiasi, schistosomiasi, ascaridosi etc), perché o sconfitte da tempo o
mai esistite ai nostri climi.
Ma la consapevolezza di queste patologie “esotiche” è e deve essere sempre più importante e determinante pure nei Paesi industrializzati
per
due motivi: da un lato i costanti flussi migratori da zone “tropicali” ,
dall’altro l’aumento costante di viaggi turistici proprio verso queste
destinazioni.
Il
medico oggi si trova così spesso di fronte a patologie che, a meno di essere
uno specialista, erano diventate per lui solo un non coltivato ricordo
dei suoi studi di medicina.
L’uso
sempre più frequente dell’eco nelle zone tropicali ha avuto come
affetto un’espansione importante della conoscenza ecografica di queste
malattie, ma queste conoscenze sono ancora troppo limitate agli specialisti.
E
invece oggi l’ecografia è ormai un esame che viene chiesto sempre più spesso,
ed è diventato una sorta di prosecuzione naturale della visita al
paziente.
E’ tempo che un numero sempre maggiore di medici si familiarizzi con questa tecnica e con gli aspetti ecografici di queste patologie, che ormai lontane non sono più, ennesimo effetto della globalizzazione e della costante “diminuzione delle distanze”.
L’ecografia è un mezzo diagnostico, ma le sue caratteristiche di innocuità (perché non utilizza radiazioni ionizzanti) e ripetibilità, ne hanno fatto uno strumento principale non solo di diagnosi, ma pure di manovre terapeutiche.
In
altre parole, la possibilità di osservare con l’eco il tragitto di un ago dentro un organo è
utilizzata anche nei casi in cui questo ago non serva giusto a prelevare/osservare
qualcosa, ma a mettere qualcosa, come un antibiotico, o un
farmaco antiparassitario, o calore o freddo. Tutte queste modalità servono a trattare
con l’eco una lesione, vale a dire l’espressione di una malattia, in un
organo specifico.
In
questo modo da quando l’ecografia è comparsa, una serie di malattie che
venivano curate chirurgicamente, aprendo ad esempio l’addome e tagliando la
parte di organo malata, vengono oggi trattate ad addome chiuso, ma inserendo
aghi o cateteri che aspirano questa parte e immettono farmaci o agenti che
distruggano la lesione.
Alcuni esempi ‘interventi ecografici’ sono gli ascessi, raccolte di pus che oggi vengono drenate con la guida dell’ecografo, le cisti provocate da parassiti, anch’esse svuotate con la guida dell’ecografo e poi trattate con alcol che viene iniettato sempre sotto la guida dell’ecografo, e tumori del fegato, che vengono raggiunti sotto guida ecografica con speciali aghi o cateteri collegati a apparecchiature che producono temperature molto superiori a quelle del corpo, con l’effetto di “bruciare” i tumori stessi. Queste manovre sono possibili perché l’ago in questione può essere osservato in “tempo reale” sullo schermo dell’ecografo, e per tutto il tempo necessario alla manovra. Questo non è possibile con altre metodiche come la TAC, che utilizzano radiazioni ionizzanti, estremamente nocive per il corpo umano se l’esposizione dura appena più del necessario per “scattare una foto” dell’organo malato.
EUROSON 2006
XVIII Congresso Annuale della Federazione Europea delle Società di Ultrasonologia in Medicina e
Biologia (EFSUMB)
congiunto al
XVIII Congresso Annuale della Società Italiana di
Ultrasonologia (SIUMB)
Il Congresso Italiano ed
Europeo di Ecografia è ogni anno una occasione tra le più significative a
livello mondiale in questo settore: per fare il punto sui più recenti avanzamenti
tecnologici nel campo degli ultrasuoni e per diffondere le linee guida
più aggiornate, nei vari campi specialistici che coinvolgano anche l’uso
dell’ecografia. Esso è anche l’occasione per la formazione di nuovi
professionisti nel campo ecografico.
Per
quanto riguarda gli aspetti didattici i Corsi internazionali si svolgono
su 2 argomenti di notevole attualità, che vengono poi ripresi anche all’interno
del Congresso e in alcuni Corsi nazionali:
A) le MALATTIE DEL FEGATO
B) l’ECOGRAFIA NELLE STRUTTURE D’URGENZA e
TERAPIA INTENSIVA.
FEGATO
-
viene presentato il ruolo dell’elastografia per la diagnosi dello
stadio di malattia epatica cronica, cioè se vi sia già fibrosi o
cirrosi. L’elastografia è basata sulla misurazione ad ultrasuoni
della velocità di trasmissione di una percussione sul fegato: permette
di misurare il grado di rigidità, e quindi di fibrosi, del fegato, evitando
la biopsia.
Vengono
illustrati i più recenti risultati dell’ecografia con mezzo di contrasto in
tempo reale nella caratterizzazione delle lesioni focali epatiche e nella stadiazione
delle neoplasie.
Sono
le nuove tecniche, nelle quali i gruppi italiani hanno dato un
contributo importante a livello mondiale, che permettono in molti casi di
diagnosticare direttamente la natura precisa di nuove lesioni focali – se “noduli”
o se “macchie” - del fegato.
In
precedenza, dopo il riscontro di una lesione focale del fegato, evento
relativamente frequente [circa il 10 per cento di prevalenza nella
popolazione] e che spesso avviene proprio durante esami ecografici per
altri motivi, (dolore addominale, indagini prostatiche etc.), si doveva
ancora invece, per la raggiungerne la diagnosi ricorrere a tecniche
radiologiche, soprattutto la TAC con iniezione di ‘liquido di contrasto’, che
in sè comportava un certo rischio biologico legato sia alle radiazioni (per
esempio la TAC è sconsigliata in gravidanza) sia all’endovena di mezzi di
contrasto organoiodati.
Adesso
c’è invece l’ecografia in tempo reale con mezzo di contrasto, che
appare accurata quanto la TAC nel caratterizzare le lesioni focali epatiche
nella gran maggioranza dei casi. Inoltre essa offre numerosi vantaggi: a)non
vi sono radiazioni (e quindi la metodica può venir ripetuta più volte), b)il
mezzo di contrasto ha una incidenza di effetti collaterali gravi
inferiore a quella riportata per la TAC e simile a quella della Risonanza
Magnetica. Questi dati sono il frutto di un lavoro multicentrico della Società
Italiana di Ultrasonologia in Medicina e Biologia [coordinato dal dr.
Fabio Piscaglia e dal prof. Luigi Bolondi; in pubblicazione].
Eppoi (c)l’ecografia, in diversi Centri, può essere effettuata
subito dopo il riscontro della lesione epatica abolendo quindi quel tempo di
preoccupazione per il paziente che dovrebbe altrimenti prenotare la TAC e
attendere varie settimane l’esame, senza sapere nel frattempo se sia affetto da
un forma banale o da un malattia grave.
-
Questa capacità dell’ecografia con mezzo di contrasto di contribuire alla diagnosi
dei tumori del fegato è stata particolarmente riconosciuta nel campo dei noduli
che insorgono nei pazienti con cirrosi. Da pochi mesi infatti è
stato accettato - come evidenziato dalla pubblicazione delle nuove linee
guida sull’epatocarcinoma della Società Americana di Epatologia, AASLD -
come si possa giungere alla diagnosi di epatocarcinoma già
solo con l’ecografia con contrasto, evitando
in molti casi la necessità della biopsia di questi noduli. Su tale argomenti
sono stati importanti i lavori pubblicati dal gruppo di Bologna del prof. Bolondi,
cui le linee guida americane fanno riferimento.
-
Sempre in campo epatologico si fa anche il punto sulle più attuali indicazioni
all’uso della termoablazione per il trattamento dei tumori primitivi e delle
metastasi epatiche. La termoablazione consiste nella distruzione di tessuto
tumorale all’interno del fegato grazie alla erogazione di energia dalla punta
di una ago, infisso sotto guida ecografica all’interno del tumore.
L’energia, ad esempio a radiofrequenza,
porta ad elevate temperature il tessuto, anche quello tumorale, distruggendolo.
Tale tecnica sembra, sempre più, dare buoni risultati anche nel trattamento di
casi selezionati di piccole metastasi epatiche: Euroson 2006 è l’occasione per
aggiornarsi su quali siano le situazioni più adatte per tale trattamento
Nel
campo delle urgenze i Congressi puntano a diffondere la cultura
dell’uso dell’ecografia in tali situazioni. Non è richiesta una competenza di
elevatissimo livello in questo settore, anche se chiaramente quanto più è
esperto l’operatore tante più alta è la possibilità di giungere rapidamente a
diagnosi difficili. Oggi come oggi è invece ancora più importante far
conoscere a tutti gli operatori delle urgenze quale vantaggio possa esserci
quando si siano formati all’uso dell’ecografia, eseguita personalmente ed al
letto del malato o anche perfino nella sede di un trauma, sulla strada o in
sedi disperse e remote (oggi esistono infatti ecografi miniaturizzati,
totalmente portatili: più piccoli dei computer portatili. Il corso fornisce
le basi teoriche per lo svolgimento dell’esame ecografico in questi contesti:
dal luogo di un incidente alla Rianimazione/Terapia Intensiva.
GINECOLOGIA &
OSTETRICIA
Per
quanto riguarda la ginecologia ed ostetricia di grande interesse lo
studio dell’infertilità. In tale campo appare molto promettente la tecnica dell’isterosalpingografia
con ecografia con mezzo di contrasto.
Essa
offre il vantaggio, rispetto all’isterosalpingografia ‘convenzionale’
radiologica, di studiare le pervietà delle tube, però senza radiazioni, che in
questo caso sarebbero da puntare necessariamente sulle ovaie, con tutti i
rischi connessi.
Il
Congresso è parimenti la sede per fare il punto anche sull’uso dell’ecografia
dell’apparato genitale maschile, esterna e transrettale.
Vengono
inoltre presentate le nuove tecnologie di ricostruzione 4D, che
permettono di rivedere per intero l’esame e quindi ottenere pareri esperti
sull’esame intero e non su singole immagini in caso di dubbi. Tali innovazioni
non hanno quindi solo un risvolto “cosmetico” di permettere una
rappresentazione tridimensionale in movimento del feto, creando piccoli filmati
come se fosse già nato, ma anche un significativo impatto medico nella
possibilità di inviarli via internet e ottenere secondi pareri senza dover
svolgere di nuovo l’esame: quindi con la possibilità futura di consulti a
distanza.
Una
ulteriore novità assai promettente sembra essere la possibilità di
caratterizzare i noduli mammari in modo non invasivo, tramite l’elastosonografia
mammaria. Tale tecnica, di recentissima introduzione, misurando gli
echi emessi dalle ghiandole mammarie dopo piccoli movimenti con la sonda,
permette di identificare la rigidità dei noduli mammari, tramite una rappresentazione
a colori, e quindi di distinguere con discreta accuratezza i noduli
maligni, che in genere sono più duri, da quelli benigni, in genere più
elastici.
Nel
campo dell’apparato locomotore vengono presentate nuove metodiche di trattamento delle tendinopatie calcifiche
di spalla, una situazione che limita la vita e le attività di ogni giorno
di molte migliaia di italiani per il dolore che ne consegue. Si stanno infatti
sperimentando nuove tecniche di trattamento di tali calcificazioni, mediante
rottura diretta con ago sotto guida ecografica, con risultati molto promettenti
sulla riduzione dei sintomi e la ripresa della funzionalità dell’articolazione,
con il vantaggio di evitare un
intervento di artroscopia. Un’ulteriore importante novità dell’ecografia
osteoarticolare si sta realizzando nella diagnosi di patologia reumatica,
dove l’ecografia si sta dimostrando in grado di valutare in modo accurato lo
stato dell’osso, d’identificare la presenza di erosioni e, con l’avvento del
power Doppler e dei mezzi di contrasto, il livello d’infiammazione della
sinovia articolare. L’obiettivo di tale studio è di arrivare ad
identificare alcune patologie come l’artrite reumatoide, nelle fasi
precocissime, anche quando gli esami ematochimici o altri segni di
malattia sono ancora negativi. Tale anticipo di diagnosi porterebbe alla
possibilità di intervenire precocemente dal punto di vista terapeutico, evitando
e prevenendo alterazioni articolari irreversibili, che limitano poi fortemente
i movimenti.
programma preliminare congresso (file
pdf)

Fig 1. Ecografia con mezzo di contrasto: metastasi.
Questa lesione epatica di circa 2.5 cm, riscontrata casualmente in un fegato
sano (immagine di sinistra) e per la quale non è possibile giudicarne la
natura, viene studiata con angioecografia perfusionale con mezzo di contrasto.
Nelle fasi contrastografiche tardive (oltre 2 minuti dopo l’iniezione del
contrasto in una vena periferica, in questo caso a 2:25 come indicato in basso
in giallo) essa diviene quasi nera, molto più scura del fegato circostante
(parte destra dell’immagine). Tale comportamento indica la presenza di una
neoplasia maligna, verosimilmente metastastica.

Fig. 2. Ecografia con mezzo di contrasto: iperplasia
nodosa focale. Questa lesione epatica di 5 cm, riscontrata casualmente in un
fegato sano di giovane donna e per la quale non è possibile giudicarne la
natura, viene studiata con angioecografia perfusionale con mezzo di contrasto.
Essa si presenta più bianca del fegato circostante poco dopo l’iniezione
endovenosa di mezzo di contrasto (fase arteriosa 40 secondi dopo l’iniezione).

Fig. 3. Esecuzione di ecografia con mezzo di
contrasto. Il medico (dott. Piscaglia) esegue l’esame ecografico mentre un
collaboratore (medico od infermiere) infondono una piccola quantità di
contrasto SonoVue (2-5 mL) in una vena del braccio.

Fig. 4. Piccolo nodulo della mammella (visibile come
zona nerastra nell’immagine di destra). All’esame elastografico (immagine di
sinistra) esso produce colori più scuri (zona blu) rispetto alla ghiandola
circostante (che si presenta verde, rosso-gialla) indicando una maggior
rigidità dentro il nodulo e quindi una verosimile malignità (confermata al
successivo intervento chirurgico).

Fig. 5. Nodulo di medie dimensioni (zona nerastra
grossolana centrale nel riquadro di destra). All’esame elastografico (immagine
di sinistra) esso produce colori più scuri (zona blu-verde) rispetto alla
ghiandola circostante (che si presenta prevalentemente rosso-arancione-gialla)
indicando una maggior rigidità dentro il nodulo e quindi una verosimile
malignità (confermata al successivo intervento chirurgico).

Fig 6
Foto a sin.: Il punto luminoso al centro della cisti
è la punta dell’ago che viene introdotto nella cavità per aspirare il
contenuto.
Nella foto a dx si nota la parete del
parassita che si distacca (linea bianca) in seguito alla puntura

Fig 7
Da sinistra a destra: Riduzione e solidificazione
progressiva della cisti sottoposta a PAIR.

Fig 8
Dal quadrante superiore sinistro in senso orario si
apprezza l’introduzione della punta del catetere e le fasi successive del suo posizionamento nella
cisti

Figura 9. L’esame ecoDoppler permette di appurare il
regolare funzione di una TIPS (transjugular intrahepatic portosystemic shunt),
corrispondente ad un” tubicino” o stent che viene posizionato per collegare due
vasi del fegato a scopo di decomopressione in corso di cirrosi con grave
ipertensione portale. La freccia bianca indica questo “tubicino” o stent,
all’interno del quale lo scorrimento del sangue viene rappresentato da colori
rosso/blu; la freccia rossa indica il fegato, quella azzurra il liquido
ascitico attorno al fegato e la freccia gialla indica il tracciato Doppler da
cui si possono desumere le velocità di scorrimento del sangue e quindi
confermare il buono o cattivo funzionamento della TIPS.